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Un nuovo stile di vita con l’auto elettrica

Come saranno le città del domani? Ambiente e affari si escluderanno ancora a vicenda?
Andiamo ad osservare i cambiamenti che stanno avvenendo intorno a noi

I propulsori alternativi non si basano solo sul popolare motore a combustione interna. Ciò comprende gli ibridi, impianto elettrico a batteria piena, celle a combustibile a idrogeno, aria compressa e molti altri tipi.

Come riporta ACEA (European Automobile Manufactures’ Association) : “Attualmente, i veicoli con motori a combustione interna sono di gran lunga la scelta più popolare di propulsori. Tuttavia, la preoccupazione per l’ambiente ha portato a obiettivi politici sulle emissioni di carbonio sia a livello globale che a livello dell’UE. Quest’ultima si è impegnata a ridurre del 20% i livelli di emissioni di CO2 entro il 2020 rispetto al livello del 1990. Per molte autorità questo coincide con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria“.

I principali gruppi automobilistici per ridurre le emissioni di CO2 e combattere il cambiamento climatico (Accordo di Parigi), in previsione dell’esaurimento dei giacimenti di petrolio in un futuro non lontano, stanno sviluppando nuove tecnologie: tra queste l’auto elettrica sarà sicuramente quella che comporterà un sostanziale mutamento dei consumi e dello stile di vita.

L’Accordo di Parigi, sottoscritto il 12 dicembre 2015, prevede di contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia del 2°C per prevenire gli effetti del cambiamento climatico.

La Commissione Europea – l’organo esecutivo dell’Unione che si occupa dell’attuazione e gestione delle politiche comuni – guidata da Ursula von der Leyen, l’11 dicembre del 2019, ha reso pubblico l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente ad impatto zero entro il 2050. La Presidente della Commissione è infatti “l’ambasciatrice” del Green New Deal che include un pacchetto di macro-azioni rivolti a tutti i settori dell’economia, in particolare trasporti ed energia.

Ursula von der Leyen alla Commissione europea

Sempre ACEA dichiara: “Accogliamo con favore le mosse della Commissione Europea per armonizzare i punti di ricarica dei veicoli elettrici, nonché per migliorare la fornitura dell’infrastruttura pulita necessaria per la diffusione di questi veicoli a propulsione alternativa. Con le giuste condizioni quadro, i combustibili alternativi hanno il potenziale per svolgere un ruolo chiave nel miglioramento della qualità dell’aria e nella riduzione delle emissioni di CO2. L’industria automobilistica ha proposto una serie di soluzioni attraverso i suoi investimenti in tecnologie più pulite. Questi daranno frutti solo se ci sarà piena cooperazione tra fornitori di servizi pubblici, società di infrastrutture, settore energetico, organismi di standardizzazione e industria automobilistica, con il pieno sostegno dei governi nazionali e delle istituzioni europee.”

L’industria automobilistica

Il 15 marzo del 2021 al Power day del gruppo Volkswagen (evento ispirato al Battery day di Tesla), l’amministratore delegato del gruppo, Herbet Diess, ha dichiarato che entro il 2030, su 10 vetture prodotte, 7 saranno totalmente elettriche. L’obiettivo della Volkswagen è quello di realizzare in Europa delle nuove fabbriche ciascuna con una capacità complessiva di 240 gigawattora.
Al fine di ampliare la propria percentuale di mercato, Volkswagen sta investendo nell’abbattimento dei costi della batteria a cella unificata dal 30 al 50 per cento, per rendere meno oneroso l’acquisto di queste vettura  senza sovvenzioni statali.

Un altro gruppo automobilistico, la BMW, sta lavorando in modo tale che con 13 modelli prodotti che verranno messi in commercio, si copra il 90 per cento dei segmenti di mercato.
Oliver Zipse, l’amministratore delegato della Casa bavarese, prevede che entro il 2025 la vendita dei modelli elettrici dell’azienda aumenti in media del 50 per cento all’anno.

L’auto elettrica, oltre ai benefici di cui si fa portatrice, presenta tuttavia un’autonomia di ricarica molto bassa. Per rimediare a questo problema sia il gruppo Bmw che Volkswagen stanno investendo centinaia di milioni di euro per dotare l’Europa di una rete di ricarica.

L’evoluzione del mercato

Dal 2010 – l’anno di ingresso nel mercato –, il numero di auto elettriche in circolazione sulle strade di tutto il mondo era di  appena 17000 unità.

Secondo quanto riportato da Global EV Outlook dopo 9 anni dal loro primo debutto, il numero di AE (Auto elettriche) è salito a 7,2 milioni, il 47 per cento delle quali solo in Cina. Come riporta ACEA, nel suo report Vehicles in use Europe Gennaio 2021, le percentuali di mercato che sono state rilevate nell’anno 2019 in Europa soltanto lo 0,2 per cento sono veicoli a batteria elettrica.

I Paesi membri che detengono le percentuali più importanti di veicoli elettrici sono l’Austria (0,6 per cento), la Danimarca (0,6 per cento) e la Svezia (0,6 per cento). I motivi di questa concentrazione sono dovuti principalmente a sussidi che molti Paesi garantiscono ai consumatori ed altri incentivi, come il parcheggio gratuito nelle città.

Sebbene la pandemia di COVID-19 abbia rallentato la catena di produzione, nel 2020 la domanda di auto elettriche è salita rispetto a quelle a combustione interna. Questo aumento della domanda è dovuto sostanzialmente agli incentivi statali come sgravi fiscali.
A tal proposito, la Cina e l’Europa hanno programmato un piano di sovvenzioni fino al 2022 per l’acquisto di auto elettriche. Non tutti i Paesi però, sono attrezzati allo stesso modo per permettere una circolazione, nei centri delle città, ai conducenti delle auto elettriche.

Proprio il 30 aprile del 2021 i Paesi membri dell’Unione europea che hanno deciso di utilizzare i fondi messi a disposizione dall’UE hanno presentato i propri piani di ripresa. La Francia, come la Germania e l’Italia, in base alle esigenze nazionali, hanno deciso ciascuna di investire una percentuale di tali risorse in politiche.

Come riporta Skytg24, proprio il 30 aprile, le scelte d’investimento dei Paesi sono nelle seguenti macro aree:

  • La Germania ha preventivato di investire il 31,3 per cento dei fondi nell’energie rinnovabili e nella mobilità sostenibile (grazie ai bonus e ai sussidi nel suo settore automobilistico);
  • Francia il 17,9 per cento;
  • Italia il 12,4 per cento;

Nel 2019 il numero, in tutto il Mondo, di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici era di ben 7,3 milioni di caricatori (sempre quanto riporta Global EV Outlook), di questi, 6,5 milioni sono privati.

Il “modello norvegese”

Il primo Paese ad avere deciso di investire e quindi di reimpostare il proprio stile di vita verso una filosofia green è stata la Norvegia. Il Paese Scandinavo ha un’economia trainata dall’esportazioni del petrolio (3 milioni di barili al giorno) e dall’energia idroelettrica (105,6 miliardi di kWh) ha trovato intuitivo utilizzare il 100% di energia elettrica di origine idroelettrica nella diffusione dell’AE (auto elettrica).

La sua capitale Oslo ha presentato un piano innovativo che per molti potrebbe risultare ambizioso. Con una popolazione di soli 660.000 abitanti, ha deciso di eliminare le auto partendo dal centro. Per politiche verdi come questa, la città è stata insignita del titolo di Capitale verde d’Europa nel 2019.

Certamente queste politiche sono state facilmente attuate anche per l’esiguo numero di abitanti. Ma come riporta Sirin Stav, assessore ai Trasporti Comunali di Oslo, alle telecamere della trasmissione italiana Presa Diretta, è stato possibile limitare l’utilizzo delle auto nelle città per gran misura grazie al trasporto pubblico.
Il lungo mare della città è dotato di 75 autobus elettrici con stazioni di ricarica ad alta velocità. Per ricaricare ciascuno di questi autobus, secondo quanto riporta Anders Dynge Project Manager di Ruter, ci vogliono solo 7 minuti a 400 kilowatt.

Il piano della capitale norvegese, insomma, è anche rendere tutti i taxi a emissione 0 entro il 2023, il tutto facilitato anche grazie ad un basso costo dell’energia.

Oslo, Norvegia

Oggi molti altri Paesi, sulle orme di quello scandinavo, vogliono creare delle “città del futuro”, dove l’accesso a veicoli inquinanti è disincentivato. La diffusione dell’auto elettrica sarà incoraggiata attraverso l’utilizzo del parcheggio gratuito negli spazi a pagamento pubblici, all’esenzione al pagamento di pedaggi sulle strade, sui ponti e nei traghetti.

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