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Solidarietà in era Covid-19, un anno dopo

Durante la pandemia abbiamo assistito a numerosi gesti di solidarietà: dalle grandi aziende ai singoli cittadini.
Proviamo a fare un primo resoconto, un anno dopo

Efficienza, solidarietà, ripresa economica, innovazione e sostenibilità sono state e tuttora continuano ad essere le parole più utilizzate nel linguaggio comune e socio-economico in tutto il mondo. A causa della Pandemia di SARS-CoV-2, moltissime persone in Italia hanno perso la vita e molte altre ancora, come nel resto del mondo, si trovano in una situazione di disagio economico, in quanto le aziende nella quali lavoravano hanno dovuto chiudere.

Riportando l’articolo del 14 dicembre 2020, della giornalista Nicoletta Cottone de Il Sole 24 ore, nel solo 2020 si ha una stima che segnala la chiusura definitiva di oltre 17 mila imprese su 73 mila chiuse sul territorio nazionale a causa dell’emergenza sanitaria. In questo stesso momento però, in Italia, si sono verificati dei mutamenti positivi che hanno fatto capire a tutti che, nei momenti più tragici, non si deve essere mai soli ma uniti e solidali. Tale corrente di pensiero ha dato vita alla realizzazione di molte opere benefiche, non solo da parte di semplici privati, ma anche per opera di personaggi del web, delle Istituzioni e di grandi colossi economici mondiali.

L’esempio forse più famose ci viene dato dall’imprenditrice digitale Chiara Ferragni e da suo marito Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, i quali tramite l’utilizzo della Piattaforma GoFundMe, il 9 marzo del 2020 in piena pandemia, sono riusciti a raccogliere una somma pari a 4,493,500 euro da destinare alla costruzione di un reparto di terapia intensiva da donare al sofferente capoluogo lombardo.

Tra gli altri grandi donatori che si sono distinti per la loro generosità, come scritto nell’articolo di Milena Gabanelli e Domenico Affinito sul Corriere della Sera, troviamo, per esempio, Amadori (2,2 milioni di euro), Amazon, BNP Paribas (3,5 milioni), Armani, Gucci, Barilla (2 milioni a testa), Ferrero (15 milioni) e Banca Intesa addirittura con 110 milioni.
Si riportano, inoltre, altri modelli di generosità e di sostegno alle comunità in sofferenza: troviamo il fondo “Sempre con Voi”, destinato alle famiglie di quegli operatori sanitari che hanno perso la vita nel combattere contro il virus. Tale iniziativa è nata dalla volontà di Diego Della Valle il quale ha donato 5 milioni di euro, mentre 6 milioni di euro sono arrivati grazie alla generosità di tanti altri italiani.

Amazon, oltre ad aver fornito donazioni alla Protezione Civile, ha donato devices per favorire accesso all’istruzione a studenti in difficoltà e ha aderito all’iniziativa di solidarietà del Ministero dell’Innovazione, offrendo lezioni in streaming dedicate alle materie STEM (science, technology, engineering, and mathematics) destinate agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie.

Un altro esempio, ultimo in ordine di tempo, riguarda l’iniziativa ideata da L’Oréal che andrà a sostenere il progetto di microcredito a RiCrediti. Il gruppo mondiale attivo nel mondo del beauty, rendendosi conto della difficile situazione che ha colpito il tessuto economico italiano costituto principalmente da piccole e medie imprese, ha deciso di attuare dal 17 marzo fino al 30 giugno del 2021 la donazione di 1 euro per ogni prodotto acquistato.

Garnier (azienda del gruppo L’Oréal) ha realizzato sul suo sito uno spot pubblicitaria denominato “un Domani per tutti” allo scopo di promuovere la propria iniziativa benefica:
“Da oggi fino al 30 giugno 2021 per ogni prodotto venduto di L’Oréal Paris, Garnier e Franck Provost su tutto il territorio italiano presso i punti vendita fisici e gli e-commerce aderenti, L’Oréal Italia donerà un contributo alle microimprese e alle persone in difficoltà in questo difficile momento storico.”

Grandi aggregati economici che aiutano piccole attività economiche a rialzarsi. Ma l’incremento di sostegni, di qualsiasi natura, sono stati e tuttora avvengono da parte anche di altri soggetti. L’OMS ha lanciato il progetto COVAX, un programma di acquisto condiviso a cui hanno aderito più di 150 paesi per garantire una distribuzione più equa dei vaccini destinati ai Paesi più svantaggiati. L’iniziativa mira a coordinare le risorse internazionali per consentire l’accesso equo alla diagnosi, ai trattamenti e ai vaccini anti COVID-19.
Attualmente il primo Paese a beneficiare di questo programma è stato il Ghana che il 25 febbraio del 2021 ha ottenuto 600.000 vaccini.

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