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Separazioni e divorzi in aumento: l’instabilità coniugale nel 2022

Forme e strutture familiari sono mutate recentemente a seguito di una trasformazione culturale e sociale che registra un notevole aumento di separazioni e divorzi. Da cosa è caratterizzata l’instabilità coniugale nel 2022?

L’istituzione familiare ha subito grandi cambiamenti – soprattutto nell’ultimo decennio – in relazione al peso di nuove trasformazioni demografico-sociali, alterate da modelli economici e comportamentali di diversa intensità culturale. Forme e strutture familiari sono drasticamente mutate: crescono le famiglie ricostituite, i genitori soli, i single non vedovi e le unioni libere.

Al centro della trasformazione culturale e sociale spicca il crescente ruolo della donna. Contrariamente al passato, il tasso di occupazione femminile ha raggiunto quota 51,2 per cento, registrando un intenso aumento. Acquisendo capacità reddituale e indipendenza economica, la donna è maggiormente incoraggiata allo scioglimento dell’unione, soprattutto in situazioni di violenza domestica, problematiche relazionali e logistiche legate al lavoro femminile (difficoltà di gestione del quotidiano). Una condizione di famiglia monoreddito, al contrario, determinerebbe un considerabile freno nella scelta di separazione.

Numerosi cambiamenti comportamentali e relazionali hanno di recente esposto le coppie ad una serie di problematiche e nuove circostanze, tra cui:

  • Stile di vita più promiscuo rispetto al passato, anche grazie all’uso dei Social Network;
  • Fretta, per cui, senza avere maturato una sufficiente conoscenza dell’altro, ci si unisce al partner;
  • La differenza caratteriale e la forte attrazione fisica, se non accompagnate da un intenso e costante stato emotivo di amore e stima, sono per loro natura di breve durata: spesso si attenuano fino a scomparire, diventando incompatibili con la quotidianità;
  • Crescita dirompente dell’egoismo, del narcisismo e dell’apparenza che inducono a trattare con superficialità le difficoltà e i sentimenti delle persone. L’amore vero si riconosce: con i fatti, i gesti, i comportamenti, gli atteggiamenti;
  • Latitanza delle famiglie nell’educazione dei propri figli verso solidi ed equilibrati modelli di vita.

In relazione a tali fattori, si assiste ad un forte indebolimento delle tradizionali motivazioni al matrimonio: il valore etico attribuito alla promessa, i figli, i vincoli religiosi, le convenzioni sociali. Il risultato? L’Istat valuta che in Italia, ogni giorno, ci sono oltre 250 coppie che si separano o divorziano (nell’86,4% dei casi si tratta di separazioni consensuali, con accordo dei coniugi, mentre nel 13,6% di separazioni giudiziali, scontro in Tribunale tra i coniugi). Ma… non parliamo solo di giovani coppie! Negli ultimi anni le aule dei tribunali accolgono divorzi tardivi, nonché mariti e mogli over 60 stanchi della loro lunga unione.

Prima di esplorare il tema divorzi e separazioni, distinguiamone la loro fondamentale differenza. Il nostro ordinamento offre due istituti giuridici, nonché norme di legge, per tutti coloro che hanno intenzione di sospendere o terminare la propria vita coniugale. La separazione, disciplinata dagli artt.150 e ss. del CC, implica la sospensione degli effetti civili del matrimonio. I coniugi, di conseguenza, non avranno più l’obbligo di rispettare i doveri della vita coniugale, ma – a differenza del divorzio – potranno riconciliarsi in qualsiasi momento e dovranno rispettare le esigenze morali e materiali del partner. La separazione può avere due forme: consensuale o giudiziale. Quest’ultima si presenta quando una delle due parti non approva le condizioni o lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Importante è comprendere che non vi può essere divorzio senza separazione: quest’ultima è strumentale e funzionale per l’avvio delle procedure relative al divorzio, da cui ne consegue la cessazione o scioglimento degli effetti civili derivanti dall’unione matrimoniale.

L’assegno di mantenimento è l’obbligazione economica del coniuge che, in caso di separazione e divorzio, può nascere se vi siano figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti. Ai sensi dell’articolo 337-ter c.c. “Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando: […] e risorse economiche di entrambe i genitori”.

Quando si parla di divorzio c’è, dunque, da considerare un insieme di fattori umani oltre che giuridici: rancore, abusi di ogni tipo, ma soprattutto strumentalizzazione dei figli. Ancora alto è il tasso del coniuge che ricorre a pressioni psicologiche nei confronti dei figli minorenni per scopi vendicativi verso il partner (reato previsto dall’art. 572 del codice penale: Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli).

Nel 2020, Secondo l’Associazione nazionale divorzisti, le richieste di divorzio sono aumentate a dismisura a causa del lockdown, che ha richiesto una convivenza forzata generando un’emergenza familiare oltre che sanitaria. La pandemia non ha colpito il solo carattere economico, ma anche fisico, registrando un incremento di violenze domestiche. I classici fattori di stress coniugali sono stati addizionati alle preoccupazioni per l’incolumità fisica e incertezza finanziaria, che sembrano essere diventati di difficile gestione. Purtroppo, sono riportati numerosi casi in cui le tensioni derivanti da tali instabilità hanno condotto alle aggressioni, infatti, nel 2020 si è registrato un amento del 90% delle chiamate contro la violenza domestica.

Nulla fornisce un antidoto al narcisismo, o l’ambiente per una sana crescita dei bambini, o il modo in cui le persone si prendono cura l’una dell’altra, di quanto fa il matrimonio tra un uomo e una donna. E mentre molti divorzi sono terribilmente tristi, il divorzio in se stesso non mina l’istituzione del matrimonio più di quanto gli incidenti stradali minino l’istituzione della guida.

DENNIS PRAGER
2 Commenti

2 commenti

  1. Claudia C.

    2 Agosto 2022 at 22:00

    Aspettavo un tuo nuovo articolo!! Come sempre la tua scrittura è molto buona, quindi è piacevole leggere i tuoi articoli. Ti parlo da donna divorziata, e in quello che hai scritto, soprattutto quando parli di cambiamenti comportamentali e relazionali, mi ci sono rivista, e hai ragione, molte sono le coppie giovani (mi reputo tale, poichè ho divorziato a 30 anni) che mandano a monte una un matrimonio, molte volte infelice, ma soprattutto quando non c’è quella voglia da entrambe le parti di provare a capire cosa non funziona, e si ricorre alla separazione e poi al divorzio, e lo stato in questo fa la sua parte, dando la possibilità di usufruire del divorzio consensuale presso i comuni. Secondo me così si da meno valore a quelli che un tempo erano le fondamenta di una relazione, viviamo in un’epoca basata sull’apparire piuttosto che sull’essere reale.
    Grazie per i tuoi articoli, spero di poter avere ancora la possibilità di leggerne altri!!

    • Claudia Tobia

      3 Agosto 2022 at 2:14

      Grazie mille per le belle parole e per aver condiviso la tua opinione :)!! Hai scritto una frase che mi ha colpita: “viviamo in un’epoca basata sull’apparire piuttosto che sull’essere reale”. Purtroppo oggi è così, soprattutto per le relazioni. Ripongo la mia poca fiducia e speranza nelle vere amicizie, nei valori e amori di una volta.

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