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Oggi doveva essere l’ultimo giorno per l’Apple Daily

Il maggiore quotidiano di Hong Kong pro-democrazia se n’è andato, e con lui, quel che restava della poca libertà di stampa nel paese

Le 23:59 di questa sera dovevano essere l’ultimo momento per l’Apple Daily, il principale quotidiano di opposizione di Hong Kong. I primi segnali di questo tragico momento si erano già visti il 10 agosto dello scorso anno, quando venne arrestato l’editore e attivista democratico Jimmy Lai con l’accusa di aver violato la cosiddetta legge sulla “sicurezza nazionale”.

Questo mercoledì le autorità avevano anche arrestato un famoso editorialista del giornale, Tseung Kwan O, che scriveva con lo pseudonimo di Li Ping. La chiusura per il quotidiano è poi stata anticipata a giovedì (probabilmente per evitare l’arresto di altri giornalisti) mentre, alla mezzanotte di mercoledì, sono stati chiusi anche il sito e tutti gli account sui social media.

L’Apple Daily era un quotidiano molto letto ad Hong Kong, con una diffusione di circa 86,000 copie vendute al giorno ma giovedì, nel suo ultimo giorno, ne sono state vendute circa un milione, a fronte di una popolazione della Città-Stato di sette milioni e mezzo di abitanti. Sui social sono state diffusi alcuni video che mostrano le lunghe code dei lettori per comprare la loro ultima copia: una copia speciale, da incorniciare, da mostrare alla future generazioni. Una copia a memento dell’esserci, dell’essere presenti nonostante tutto. Una copia simbolo della libertà di espressione, che difficilmente passerà inosservata nello scaffale delle riviste.  Hong Kong: lo stato un po’ Davide un po’ Golia; da una parte un paese meno esteso della sola città di Roma, dall’altra il gigante asiatico.



La redazione de L’inchiostro denuncia questa violazione della libertà di stampa.

Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare.

Voltaire

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