Ciao, cosa vuoi cercare?

Attualità

L’inchiostro

I giovani non si informano. I ragazzi non leggono più i giornali. Le nuove generazioni non leggono più. Queste, come molte altre, sono tra le tante frasi che chi ha la mia età o appartiene alla mia generazione si sente ripetere quasi quotidianamente. Ma è realmente così?

Siamo al capolinea dell’informazione?

Credo che questa situazione, sì la pandemia, sì l’emergenza sanitaria, sì questa malinconica quasi drammatica parentesi della nostra vita, ci abbia dimostrato (ancora) come la qualità dell’informazione sia fondamentale e di quanto sia importante che le persone abbiano accesso a contenuti giustificati da fonti attendibili e autorevoli. Basta guardarsi intorno per capire che ciò scritto poc’anzi è molto distante dal tipo di informazioni alla quale abbiamo accesso ogni giorno.

Prova a googlare, prova a cercare in rete una qualunque notizia, ti accorgerai quasi immediatamente che in cima alla lista che il nostro colosso tech ci propone ci sono contenuti molto, e sottolineo molto, distanti dal giornalismo serio e autorevole.
E no; non riduciamoci a dire <<eh ma sai i blog…>> perché queste informazioni, questa spazzatura viene prodotta anche, e a malincuore spesso, dalle grandi testate giornalistiche.
Come se non bastasse entrano in gioco i social network: piattaforme dove, attraverso un uso spietato e sconsiderato, si consumano contenuti ad una velocità e una leggerezza tale da far spavento.

Fake news. Trash. Clickbait. Questi sono termini che sono entrati nel vocabolario di tutti noi. Sappiamo bene, chi più chi meno, cosa vogliano dire e ogni volta, puntualmente, commettiamo lo stesso errore di valutazione.
E (leggete bene) i primi a cadere in questi tranelli sono proprio gli adulti. Basta farsi una passeggiata tra uno scroll e l’altro della rete per accorgersi che questi adulti, la vecchia generazione, leggono con leggerezza, condividono informazioni false, cospirazioniste e prive di ogni fonte e fondamento. Sono proprio loro, senatori del giudizio ed emanatori di sentenze (vedi frasi nel primo paragrafo), persone con un’età compresa tra i 35 e i 65 anni, a riempire la rete di contenuti “dannosi”.

Alcuni leggendo queste prime righe possano aver pensato o anche esclamato: <<ma allora non esistono più contenuti di “spessore”?>>. Ovviamente e fortunatamente la risposta è sì, esistono ancora! Questi sono nascosti tra i meandri oscuri delle indicizzazioni di ricerca, tra le pagine centrali dei giornali di spicco o nelle sezioni più remote dei siti di divulgazione. Non sono impossibili da trovare, assolutamente.

Negli anni tanto più l’informazione è diventata alla portata di tutti e tanto più questa si è inquinata e ancor di più c’è il bisogno, direi quasi la necessità, di analizzare scrupolosamente questa prima di accettarla. Spirito critico, coscienza, intelligenza (anche emotiva) sono le doti che il lettore oggigiorno deve avere per fare una corretta cernita di ciò che gli viene continuamente proposto, sbattuto sotto gli occhi.

Per rispondere alla domanda iniziale: è realmente così? Davvero i giovani non leggono più? Come potete aver intuito: no. Spesso tra i più “bacchettoni” e attenti ci siamo proprio noi: la generazione Z. Siamo mediamente più alfabetizzati, più informati, meno avvezzi a contenuti spazzatura di quanto si possa pensare…

Allora perché “L’inchiostro“? Perché no, non siamo arrivati al capolinea dell’informazione e dobbiamo proprio noi, studenti, universitari e abitanti di questo futuro a dover prendercene cura. È così che nasce questa pagina, questo giornale (che chiamarlo così mi fa un po’ spavento). Nasce dalla necessità di fare divulgazione in modo corretto e appellandosi a fonti autorevoli. Nasce dall’intenzione di intrattenere, sì con leggerezza ma con spessore e conoscenza dei fatti. Nasce dall’intento di dimostrare che, in fondo, non siamo così male e con la speranza che lettori, giovani e meno giovani, possano interessarsi, informarsi e contribuire al bene della collettività.

Perché se è compito dei lettori selezionare pedantemente le informazioni, è compito degli scrittori fornirne di quanto più valide e attinenti. Io, Alessandro e tutti gli altri “fondatori” siamo mossi da questo sogno e da questo desiderio.

Chiudo questo articolo introduttivo con una risposta. Risposta che ho dato durante la prima riunione con i ragazzi e le ragazze che hanno fondato questo sito quando mi hanno chiesto quale sarebbe stato lo scopo del giornale:

Accorciare la distanza tra lettore e scrittore.


Supportiamo L’inchiostro con un like!
Supportiamo L’inchiostro con un like!
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti...

Cultura

La storia di una donna in lutto, per una vita che le è stata strappata via. La strada le offrirà una seconda occasione.

Cultura

Spesso quando si parla di scienza e divulgazione scientifica la prima cosa che si fa è cercare su Google. Bene! Ma dove cercare?

Attualità

La razionalità è una bella cosa, ma noi siamo molto lontani da questo. Cosa guida in larga parte le nostre azioni? I mezzi di...