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Cultura

La vita di uno studente universitario a Kyoto

Riku, studente giapponese al Kyoto College of Architecture, ci racconta com’è la sua vita nella grande e raffinata “città dei mille templi”

Riku ( 理公 ), classe ’99, è uno studente giapponese al terzo anno del Kyoto College of Architecture ( 京都府 / 専門学校 ) e sogna di diventare un progettista disegnatore.

Prima di immergerci nella sua vita, capiamo un po’ come funziona il sistema scolastico giapponese. Si articola in cinque cicli, pressoché simili a quelli presenti in Italia:

  • Scuola materna (età 3 – 6 anni)
  • Scuola elementare, shōgakkō (età 6 – 12 anni)
  • Scuola media inferiore, chūgakkō (età 12 – 15 anni)
  • Scuola media superiore, kōtōgakkō (età 15 – 18 anni)
  • College o università, daigaku (in genere quattro anni)

Nonostante quella giapponese sia considerata una delle cinque lingue più difficili al mondo secondo EuroTrad, l’alfabetizzazione in Giappone misura circa il 99% tra i bambini dai 6 agli 11 anni. Molti ragazzi, terminato il ciclo di studi obbligatorio con la scuola media inferiore, preferiscono trasferirsi in centri abitati più noti per frequentare scuole prestigiose in grado di valorizzare le capacità degli studenti più meritevoli. La scelta dall’università è un momento fondamentale per la vita di ogni adolescente giapponese: un ragazzo frequentante un ottimo liceo ha maggiori possibilità di immatricolarsi in un’eccellente istituto, che a sua volta faciliterà la ricerca di un buon futuro lavoro.

Il sistema scolastico-universitario giapponese prevede uno studio rigido e autorevole, ma efficace: la ben nota e temuta “sessione estiva o invernale” italiana è soprannominata in Giappone shiken jigoku, ossia “inferno degli esami”, durante cui gli studenti devono sostenere ciclicamente prove scritte (quelle orali sono meno ricorrenti) per testare le capacità assimilate nel corso.

L’intervistato Riku, nato nella Prefettura di Ehime (愛媛県, Ehime-ken) a circa 400km da Kyoto, ci spiega – interamente in inglese – com’è la sua vita da studente fuori sede, sottolineando l’impatto culturale e il “modus studiandi” in un vero e proprio College giapponese, considerando sia gli aspetti positivi che negativi.

E’ stato notevole l’impatto culturale che hai subito trasferendoti a Kyoto? La tua vita è cambiata drasticamente da quando non sei più con la tua famiglia ?

Sì, non è stato semplice, soprattutto dal punto di vista dell’integrazione linguistica. Nella Prefettura di Ehime è molto diffuso il Dialetto Iyo (伊 予 弁, Iyo-ben), dunque sono stato abituato ad una grammatica più “rustica” rispetto a quella giapponese standard. Nonostante le difficoltà, sono innamorato di questa bellissima città. A volte mi manca il cibo di casa, però adoro entrambi gli stili di vita, ho trovato il giusto equilibrio.

Sei riuscito a conoscere nuove persone e trovare un gruppo di amici abbastanza in fretta?

Sì. Ho un gruppo di amici e conosco molte persone qui a Kyoto. Usciamo spesso, oppure organizziamo serate a casa a giocare, ma ovviamente dipende dal periodo. Durante la sessione degli esami ci frequentiamo meno, ma sono felice di aver trovato un’ottima compagnia qui.

Com’è il tuo alloggio? Vivi da solo o hai dei coinquilini?

È molto piccolo, ma per una persona può bastare!

Usi spesso i mezzi di trasporto?

Non molto. Ho la fortuna di abitare a pochi passi dal College, che è al centro di Kyoto, quindi i mezzi pubblici mi sono necessari solo per raggiungere posti più lontani.

Quanto è importante la scelta del nome dell’Università?

Molto, perchè rispecchia ciò che sarà il tuo futuro lavorativo. La scelta del nome del College/Università è fondamentale qui in Giappone: Vale la pena impegnarsi nello studio e fare dei sacrifici per poter accedere alle università più prestigiose, sebbene sia difficile rientrare in graduatoria. Anche navigando nel sito dell’Università di Kyoto possiamo leggere che “I processi di selezione sono altamente competitivi“.

Quanto costa mediamente studiare in Giappone?

I costi per studiare in una Università pubblica ammontano a circa 5000€ l’anno, a seconda del curriculum e dell’Università.

E’ necessario aver studiato Giapponese per potervi accedere e frequentare i corsi?

Sì, bisogna capire la lingua, ma i test specifici di lingua giapponese sono molto semplici nel mio college.

Il tuo corso prevede attività e laboratori?

Certamente, sono previsti numerosi laboratori per affrontare al meglio materie più tecniche come progettazione, disegno, rilievo, geometria descrittiva.

La quantità di studio è notevole?

Sì. Soprattutto in sessione bisogna concentrarsi molto sullo studio e puntare a buoni risultati.

Avete una divisa o un rigido dresscode da seguire?

No, non abbiamo una divisa, basta un look ordinato e curato.

Un tuo grande obiettivo futuro?

Sogno di diventare un uomo indipendente contando sulle mie forze, considerando le possibilità di lavoro anche all’estero.

Si ringrazia gentilmente 大西理公 (Riku) per aver concesso l’intervista, offrendoci la possibilità di conoscere nuovi orizzonti e stili di vita differenti dalla nostra quotidianità.

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