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La storia del primo campionato di serie A

La narrazione delle tappe che hanno portato, in Italia, alla nascita del primo storico Campionato di Serie A

La prima storica massima competizione di calcio a squadre della nostra nazione iniziò nel lontano 1929, ma sono pochi coloro che conoscono chi ci partecipò e come era strutturato.

Alle Radici Di Una Passione

Il calcio: solo il termine detto con leggerezza fa scattare nella mente delle persone, tifose o meno, addetti ai lavori oppure no, ricordi di palloni che rotolano sull’erba di un campo di periferia, ginocchia sbucciate ed esultanze dopo un gol segnato in una porta creata in fretta e furia. La voglia e la tenacia di tanti appassionati di questo sport permise di creare in Italia, senza non pochi problemi, il primo Campionato di Calcio di Serie A della storia il cui debutto ci fu il 6 ottobre 1929: in una domenica pomeriggio carica di aspettative, in nove stadi della penisola, le prime partite presero il via. Le 18 squadre che parteciparono alla competizione regalarono scontri ricchi di gol in gare che notoriamente osserviamo anche nella contemporaneità: la Lazio batté in casa il favorito Bologna per 3 a 0, la Juventus vinse per 3 a 2 sul Napoli, il Milan batté per 4 a 1 il Brescia e l’Ambrosiana, nome dell’Internazionale Milano in epoca fascista, vinse 2 a 1 in casa del Livorno.

Ma come si arrivò a tutto questo? In Italia, ormai dalla fine dell’800, si organizzavano tornei calcistici, il primo dei quali venne disputato nel 1896, ma solo quello svoltosi nel 1898 fu considerato il primo Campionato e venne disputato in un’unica giornata a cui parteciparono quattro squadre ( Genoa, Internazionale Torino, la Ginnastica Torino e la Torinese). Con il passare degli anni le squadre crebbero notevolmente e vennero divise dalla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) in gironi regionali in base alle diverse categorie a cui appartenevano.

Un problema, però, si presentò agli occhi dei vertici calcistici italiani. Il problema nasceva dal fatto che le squadre del cosiddetto “Triangolo Industriale“, formato dalle città più importanti del Nord – Ovest: Genova, Torino e Milano, erano molto più forti di quelle del resto della Penisola e questo portava ad uno squilibrio tra le parti in gioco. La FIGC cercò comunque di coinvolgere tutte le società italiane, creando spareggi tra le vincitrici dei diversi campionati, ma senza successo poiché anche in questo caso le squadre del “Triangolo” vincevano con facilità. Bisogna aspettare il 1925 per vedere trionfare una squadra di una diversa regione settentrionale, il Bologna, e addirittura il 1942 per la vittoria di una squadra non settentrionale, la Roma.

La formazione dell’Ambrosiana che vinse il campionato 1929-1930

Con l’inizio della prima guerra mondiale, il progetto del Campionato Unico venne accantonato, per poi essere ripreso nel corso dei primi anni Venti. In questi anni vennero presentate le prime proposte sul modo migliore per fare giocare insieme società appartenenti a tutta la penisola con idee che causarono polemiche e addirittura scissioni, come quella avvenuta nel 1921. Le grandi squadre, infatti, volevano un girone che coinvolgesse tutto il Nord Italia, per dare più prestigio alla competizione, ma quelle più piccole si opposero a questo tentativo di riforma; questo causò una scissione che portò allo svolgimento di due Campionati paralleli: uno vinto dalla Novese (quello ufficiale, con le squadre minori) e uno dalla Pro Vercelli. L’anno successivo questa frattura rientrò e si decise di adottare una soluzione di compromesso che prevedeva una Lega Nord e una Lega Sud, con una finale tra le vincitrici. Il divario tra i due campionati era comunque grandissimo e a vincere era puntualmente la squadra del Nord.

Questa divisione forzata tra Lega del Nord e Lega del Sud venne osteggiata dal fascismo durante gli anni di consolidamento del proprio governo. L’idea del regime era quella di dare finalmente vita ad un Campionato unico che ben si adattava ai principi nazionalisti dell’epoca. I tentativi, però, caddero nel vuoto, anche a causa delle difficoltà logistiche a cui dovevano essere sottoposte squadre di rango inferiore, non economicamente pronte per campionati di così alta caratura e ambizione. Nel corso degli anni 1926-1928 si attuò una soluzione intermedia, con le migliori squadre della Lega Sud inserite nella Lega Nord che diventò un Torneo d’élite. La svolta si ebbe nel 1928 quando, l’allora Ministro dell’Interno e Presidente della FIGC, Leandro Arpinati decise di organizzare un girone unico per la massima divisione a partire dalla stagione 1929-1930, chiamandola Serie A, come già succedeva in altri Paesi europei.

La stagione 1928-29 fu una vera e propria prova generale di quello che si sarebbe realizzato in futuro. Fu organizzato un Campionato a 32 squadre, 16 in Serie A e 16 in Serie B. Alla fine della stagione  Napoli e Lazio si ritrovarono a dover giocare uno spareggio per l’ultimo posto disponibile nella Serie A: la prima partita, giocata a Milano il 23 giugno del 1929, si concluse 2 a 2. Vista la reticenza delle due squadre a proseguire con lo spareggio, e la necessità di includere la Triestina nella massima divisione della successiva stagione per avere una rappresentanza nella strategica Venezia Giulia, la Serie A 1929-1930 fu allargata a 18 squadre.

Si cominciò quindi il 6 ottobre 1929, e si andò avanti per i successivi 9 mesi con 34 partite per squadra, con un girone di andata e uno di ritorno in cui vennero assegnati due punti per le vittorie e uno per i pareggi. La corsa per il titolo riguardò soprattutto la Juventus, il Genova 1893 (il nome che aveva assunto il Genoa) e l’Ambrosiana. Per quest’ultima segnò all’esordio il 19enne Giuseppe Meazza, che sarebbe stato il capocannoniere del campionato con 31 gol, e avrebbe guidato l’Ambrosiana alla vittoria con 50 punti totali. Secondo arrivò il Genoa con 48, terza la Juventus con 45. Seguirono Torino, Napoli, Roma, Bologna, Alessandria, Pro Vercelli, Brescia, Milan, Modena, Pro Patria, Livorno, Lazio e Triestina. Padova e Cremonese, le ultime due classificate, retrocessero in Serie B.

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