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Il fenomeno Netflix

La storia di Netflix ha inizio nel 1997, quando la piattaforma si fa conoscere sul mercato come società di noleggio online di DVD e HVS, proprio da qui inizia la sua scalata al successo fino a divenire oggi il servizio di streaming più utilizzato di sempre

Oggi Netflix è uno strumento ampiamente utilizzato nella vita quotidianamente da ben 209 milioni di abbonati paganti in tutto il mondo.
Ma come ha potuto una piattaforma di streaming assumere tanto successo e divenire così nota? Non molti ne sono a conoscenza, ma la storia di Netflix ha inizio rivoluzionando il mondo del noleggio dei DVD e degli HVS.

La storia

Andiamo per gradi e analizziamo la storia nella sua interezza.
È il 1997 e Reed Hastings ingegnere informatico, dopo aver noleggiato il dvd del noto film “Apollo 13” è costretto a pagare ben 40 dollari di penale per aver restituito il film in ritardo. Perché questo evento è rilevante? Perché sarà proprio questo avvenimento che darà ad Hastings l’idea per fondare il colosso Netflix.

Il nome Netflix era pensato per mettere in combinazione la particella “net”, derivata da “internet” e la particella di “flix”, abbreviazione della parola “flicks”, sinonimo di “film”, in modo da riassumere in una sola parola i punti cardine del servizio: noleggiare via internet.

La piattaforma nasce a Los Gatos, in California, proprio come servizio per noleggio di DVD, HVS e videogiochi tramite posta. Il funzionamento pensato era molto semplice, bastava collegarsi su internet, scegliere il film tra quelli disponibili ed attendere l’arrivo via posta del prodotto, al prezzo di circa 6$ comprensivo di spese di spedizione. Il servizio però stenta a decollare, così Hastings decise di passare ad una formula ad abbonamento mensile senza limiti. Era possibile scegliere 3 titoli, riceverli via posta, restituirli e riceverne altri anche più volte nello stesso mese. Con questa nuova formula Netflix raggiunse l’apice del successo.
Nel 2005 e cioè solo 8 anni più tardi Netflix spediva un milione di DVD al giorno.

La svolta decisiva

Nel 2007 arriva però la vera svolta, al noleggio si affianca il servizio di cui noi tutti usufruiamo oggi: lo streaming video. L’abbonamento mensile permette di noleggiare o di guardare i film o le serie tv direttamente dal sito internet, senza alcun limite. Questo piace tantissimo agli utenti, li convince per primo il fatto di poter guardare i film direttamente online, servizio che durante i primi anni 2000 non era comune e soprattutto di poterlo fare senza alcun limite.

Nel 2009 costituisce un catalogo con più di 100.000 titoli disponibili in versione DVD, vantando un totale di 10 milioni di abbonati. Nel gennaio del 2016 Netflix ormai inarrestabile porta il suo servizio di streaming in oltre 190 Paesi nel mondo con una presenza nel mercato globale del 91,3 %.

È ad oggi il servizio di streaming più utilizzato, secondi e terzi a Netflix sono Amazon Prime e Disney + recentemente lanciato, ma che ha riscosso fin da subito un ingente successo. Il paese in cui la piattaforma è maggiormente popolare è l’Irlanda dove circa il 57% della
popolazione detiene un abbonamento, e quello in cui lo è meno è l’India con abbonati circa il 26% della popolazione. In alcuni paesi tra cui la Grecia e Ungheria gli abbonati Netflix rapportati alla popolazione superano il 36% mentre quelli Amazon Prime appena l’1%.

È stato calcolato che il tempo di visualizzazione di un utente medio al giorno è di circa 90 minuti. La stessa piattaforma ha coniato un nuovo termine “Binge Watching” per indicare la tendenza degli abbonati a guardare senza sosta molti episodi in modo continuativo per diverse ore di fila o addirittura giorni, pratica che negli ultimi anni tende a essere abbastanza comune tra i giovani e non.

Netflix diviene produttore

Dal 2011 Netflix ha annunciato l’intenzione di creare produzioni originali: inizialmente solo serie tv, successivamente anche film, show tv e documentari targati Netflix e disponibili in esclusiva solo sul proprio spazio. La prima serie tv è stata proprio “House of Cards – Gli intrighi del potere”, che ha esordito nel febbraio del 2013, hanno seguito “Arrested Development – Ti presento i miei”, “Orange Is the New Black” e “Hemlock Grove”.
Ad oggi la serie Netflix che ha avuto maggior successo nel primo mese di programmazione è la recentissima uscita “Squid Game”, con con 142 milioni di utenti.

Parola chiave: innovazione

Ma qual è la politica di Netflix, che strategia segue con le sue produzioni e qual è il segreto di tanto successo? La parola chiave per la piattaforma è innovare, creare continuamente nuovi contenuti originali da proporre ciclicamente. Questo è il motivo per cui le serie a produzione originale sono caratterizzate da poche stagioni. Quasi tutte le serie tv Netflix raggiungono infatti un massimo di 2 stagioni e successivamente vengono cancellate per essere rimpiazzate da nuove.

Solo quelle che hanno un estremo successo raggiungono la quarta o massimo la quinta, esempi sono “Stranger Things” o “La casa di carta”. Anche gli addetti ai lavori della piattaforma streaming ammettono che solo due tipi di serie superano la terza stagione: le serie di successo globale e le serie capaci di avere seguito e appassionare una categoria precisa di spettatori, che può dipendere dall’area geografica o riguardare interessi specifici.

Questo perché Netflix tiene a essere presente costantemente con nuovi contenuti attuali e preferisce spendere in nuove produzioni che possono rivelarsi grandi successi anziché in altre che hanno dato un buon risultato ma non ottimo. Questa formula sembra funzionare perfettamente se si valuta il successo della piattaforma, sebbene però questa politica di cancellazione lasci spesso insoddisfatti i fan delle serie e membri del cast della stessa, caso noto è avvenuto con la serie tv The OA, per la quale i fan hanno protestato animatamente contro la piattaforma saputo della cancellazione. Tuttavia Netflix analizza anche l’aspetto economico, molto volte cancellare una serie durante le prime stagioni evita un dispendio di risorse ingenti in budget via via crescenti con l’aumentare delle stagioni.

L’impatto ambientale

Quando pensiamo a Netflix e a tutte le altre piattaforme di streaming non riflettiamo sull’impatto ambientale che queste possono avere. In realtà, basta analizzare che negli Stati Uniti Netflix rappresenta oltre un terzo del traffico internet complessivo, comportando un significativo consumo di energia associato ad un’ingente emissione di gas che contribuisce all’effetto serra. All’incirca ogni anno la trasmissione dei servizi video on demand come Netflix rilascia 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Ciò corrisponde a circa lo 0,3% delle emissioni globali. È stato riportato che i servizi video rilasciano all’anno circa la stessa quantità di CO₂ dello stato del Belgio. Netflix ha una partecipazione sostanziale in questo. A differenza di altre principali piattaforme di streaming video, Netflix non fornisce rapporti regolari sull’uso di energia, sulle emissioni di gas a effetto serra. Solo il 30 marzo 2021 Netflix ha annunciato l’impegno di annullare le proprie emissioni entro la fine del 2022 e nel corso del 2021 ha comunicato più azioni intraprese per raggiungere i suoi obiettivi in tempo.

Il futuro della piattaforma?

Netflix al momento è inarrestabile sia come servizio di streaming che come produttore originale di serie tv e film, basti pensare a tutti gli Oscar vinti come produttore nell’ultima edizione 202. Riuscirà a mantenere nel tempo il suo successo viste le nuove piattaforme che stanno nascendo a costi molto sostenuti? La sfida è ardua e solo il tempo potrà dirlo.


Anche tu possiedi un abbonamento Netflix? Conoscevi tutte queste curiosità ed eri al corrente dell’impatto della piattaforma sull’ambiente? Puoi farcelo sapere lasciando un commento sotto l’articolo!

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