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Cultura

Esiste davvero il Gangsta Rap?

Breve viaggio alla scoperta di uno dei più apprezzati sottogeneri del Rap.

Tupac e Snoop Dogg

L’immaginario della criminalità di strada affascina. Racconti crudi di realtà che abbiamo visto solo in film e serie tv ma che attraverso la musica Hip Hop non sembrano poi tanto distanti da noi. La popolarità di queste tematiche ha portato verso la fine degli anni ’80 alla creazione di un sottogenere del Rap chiamato “Gangsta Rap”. Immagini forti, linguaggio esplicito ed esaltazione della criminalità sono i punti fondamentali di un movimento che a oggi conta moltissimi appassionati.

“Quando morirò e verranno per me, seppellitemi da G.“

Tupac Shakur (G: Gangster, ndr.)

Cos’è il Gangsta Rap?

Il Gangsta rap o G-rap è un genere musicale derivato dal Rap che, attraverso un linguaggio volutamente esplicito e l’uso di termini violenti, si sofferma su temi come droga, sesso e armi e in generale narra di attività criminali inerenti allo stile di vita delle bande di strada e dei gangster. L’etichetta discografica californiana Ruthless Records è considerata la fondatrice di questo genere, in particolare Eazy-E, storico membro degli N.W.A, fu il rapper che più di tutti abbracciò tale poetica diventando uno dei portavoce di un genere famoso prima a Los Angeles e poi in tutto il mondo.

Quello del G-rap è un fenomeno unico nella storia dell’Hip Hop e della musica in generale, una vera e propria rivoluzione del modo di concepire la musica.
Tutti nella vita possono dire di aver visto un film che trattasse questi argomenti. Basti pensare a registi del calibro di Martin Scorsese, Francis Ford Coppola o Quentin Tarantino per capire quanto certi racconti vengano apprezzati da un vastissimo pubblico. In quanto “racconti”, però, tutto ciò che vediamo proiettato sullo schermo è frutto di un’invenzione narrativa, a volte ispirata a fatti realmente avvenuti e a volte totalmente fantastica.

In musica non si può dire di certo che l’argomento criminalità non sia mai stato trattato prima dell’invenzione del Rap. Tuttavia, la differenza sostanziale fra quest’ultimo e i precedenti generi musicali sta nelle modalità attraverso le quali ci viene raccontato questo mondo. Innanzitutto, nel Gangsta rap, idealmente parlando, la maggior parte degli avvenimenti narrati sono realmente avvenuti o almeno romanzati da fatti il cui narratore ha vissuto sulla propria pelle. Spesso, essendo quest’ultimo il protagonista degli eventi, ciò che si nota è una continua esaltazione della criminalità e della violenza che nasconde spesso anche una marcata denuncia sociale verso ciò di cui si stanno tessendo le lodi. La prima differenza con i generi precedenti dunque sta proprio in questo aspetto: non ci si ferma al semplice racconto dei fatti ma all’esaltazione di uno stile di vita, di una realtà che esiste davvero e in cui il rapper si riconosce.

Altra caratteristica fondamentale del Gangsta rap sta nell’uso di termini espliciti. Prima di allora, anche nel Rap classico, non si usava nei propri testi un linguaggio esageratamente volgare, cosa che invece ritroviamo estremizzata proprio in questo frangente. La terminologia usata dai gangsta rapper fa riferimento a un linguaggio di strada utilizzato nella vita di tutti i giorni: parole come “b*tch”, “h*e” o “nig*a” sono entrate nell’immagine che comunemente si ha di un testo rap. Proprio l’utilizzo di questi vocaboli porta dunque l’ascoltatore a percepire la realisticità e la crudezza di quanto narrato: si utilizza quindi un linguaggio forte per esporre argomenti altrettanto forti.

Altro carattere fondamentale del genere sono senza ombra di dubbio le faide combattute a suon di barre tra gli esponenti del G-Rap. Si parte dal 1989, quando l’uscita di Ice Cube dagli N.W.A. lo portò a dover affrontare un beef (o dissing) con quest’ultimi, la prima grande rivalità nel mondo del Rap. Si arriva poi alla ben più famosa faida tra la West Coast e la East Coast, una vera e propria guerra civile nel mondo Hip-Hop che ha contribuito a far crescere la popolarità del genere, causando però, suo malgrado, la morte di alcuni dei più grandi artisti della storia fra cui Tupac e Notorious B.I.G.

“Cos’è il beef? Un beef è quando hai bisogno di due pistole

per riuscire a dormire.

Un beef è quando tua madre non è al sicuro per strada”

Notorious B.I.G.

Quando nasce il Gangsta Rap?

Il primo ad usare la parola “gangster” nei suoi testi fu probabilmente il rapper di Filadelfia Schoolly Q, quando nel 1984 pubblicò il singolo Gangster Boogie. Il Gangsta rap sarà poi con la scena della West Coast, verso la fine degli anni ’80, che il gangsta rap acquisirà notorietà, cominciando ad essere definito tale. Il gruppo che più di tutti portò in alto il genere furono gli N.W.A, band rap formata da Ice Cube, Dr.Dre, Eazy-E, MC Ren e DJ Yella.

Il loro disco debutto, pubblicato nel 1988, Straight Outta Compton è considerato a oggi una pietra miliare del Rap grazie a tracce del calibro di Fuck Tha Police, Gangsta Gangsta e l’omonima S.O.C. Ovviamente il disco fece guadagnare al complesso una pessima reputazione negli States per via dei continui incitamenti all’odio verso le forze dell’ordine contenuti nei brani del disco. Ovviamente con il tempo si è iniziato a comprendere meglio il messaggio di denuncia sociale contenuto nelle barre degli N.W.A. arrivando dunque a definire il loro lavoro come un capolavoro senza tempo.

A young nigga got it bad ‘cause I’m brown

And not the other color , so police think

They have the authority to kill a minority

Ice Cube – Fuck tha Police

L’opinione di Tupac sul Gangsta Rap

Quando si pensa agli artisti rap più autorevoli della storia non si può non citare Tupac e proprio da una sua dichiarazione prende spunto questo articolo. Durante un’intervista, infatti, mentre si trovava in carcere nel 1995, le telecamere della polizia hanno raccolto un filmato in cui Tupac spiega chiaramente il suo rapporto con il Gangsta rap:

“Non so che cosa sia il Gangsta Rap”

Tupac Amaru Shakur

In modo semplice e conciso Tupac afferma di non considerare la propria musica in tal modo. La sua musica va classificata solo e unicamente come Rap.

Considerazioni sul Gangsta Rap

La dichiarazione sopracitata fa alquanto riflettere. Proprio Tupac, uno dei simboli del genere, rinnega il Gangsta rap, affermando addirittura di non sapere di cosa si tratti. Sembra paradossale e invece c’è un fondo di verità in ciò che dice.

La domanda da porsi è dunque: che cos’è davvero il Gangsta rap? Nient’altro che una convenzione creata da noi ascoltatori. Essendo un tipo di musica che orbita intorno a particolari tematiche gli appassionati non hanno fatto altro che scindere questo determinato tipo di Rap da tutto il resto. Considerando le migliaia sfaccettature che la musica Rap può assumere, risulta, dunque, istintivo catalogare tutti i vari sottogeneri di quello che è un genere incredibilmente eclettico.

A questo punto ci si potrebbe chiedere se anche gli artisti facciano o meno queste distinzioni. Parlare di criminalità e violenza non fa di questi dei “gangsta rapper” ma semplicemente dei rapper. Per gli artisti non esiste una precisa distinzione fra generi e sottogeneri del rap. Ciò che a loro interessa è esporre il proprio stile di vita, denunciando le condizioni in cui molte persone vivono malgrado vengano ignorate dal resto del mondo.

Fare rap vuol dire raccontare la realtà dal proprio punto di vista e nella maniera più onesta possibile. “Keep it Real”, ossia “l’essere reali ad ogni costo”, è il motto della musica e della cultura Hip Hop. Se ciò che viene raccontato risulta destabilizzante alle orecchie degli ascoltatori allora vuol dire che l’intento è stato raggiunto.

Ciò che oggi viene definito Gangsta rap in realtà è solo frutto di una convenzione. Il Rap, in quanto forma d’arte, racconta la realtà e se questa è fatta anche di argomenti orribili come quelli trattati dai cosiddetti “gangsta rapper”, sempre di Rap si tratta.

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