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Cosa sta succedendo tra Cina e Taiwan?

Cosa sta accadendo nel cielo di Taiwan per mano dell’aeronautica cinese? Sono veri e propri attacchi? Come la vivono i taiwanesi? Ecco un breve assaggio per chi vuole capire cosa c’è dietro

La fragile relazione tra Cina e Taiwan

News da Taipei

Il ministero della Difesa di Taiwan il 21 novembre ha segnalato una nuova violazione della Zona di identificazione della difesa aerea, meglio nota come Adiz, da parte di nove velivoli appartenenti all’esercito cinese, l’Esercito popolare di liberazione (Epl). La mossa è l’ultima delle numerose incursioni aeree di Pechino denunciate da Taiwan, che ha riportato complessivamente oltre 600 rilevamenti nel corso del 2021, 380 nel 2020.

Per intenderci, l’Adiz è uno spazio aereo, terrestre o acquatico in cui il controllo dei velivoli viene eseguito nell’interesse della sicurezza nazionale. Sebbene il concetto di Adiz non sia regolato da alcun organismo mondiale, sono numerosi i Paesi che dispongono di tale meccanismo. Per ciò che riguarda l’isola di Taiwan, l’Adiz ricopre gran parte del territorio conteso sullo Stretto.

Dalla metà di settembre dello scorso anno, Pechino invia regolarmente aerei nell’Adiz dell’isola, con la maggior parte dei casi che si verificano nell’angolo sud-ovest della zona e che di solito coinvolgono aerei turboelica a volo lento. Secondo “Taiwan News”, l’isola ha risposto all’incursione trasmettendo avvisi radio e tracciando il velivolo con missili antiaerei da terra. 

La più grande incursione mai registrata in un solo giorno si è verificata quando 38 aerei militari cinesi sono entrati a Taiwan lo scorso 1° ottobre, un giorno particolarmente rilevante per la Cina, dal momento che la data ha coinciso con il 72esimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese (Rpc). “La grande parata militare della Festa della Repubblica popolare cinese – che ogni primo del mese si festeggia nella Piazza Tiananmen di Pechino – quest’anno si è svolta su Taiwan”. Questa una battuta che, proprio in quel periodo, circolava sui social cinesi lasciando intendere il focus su Taipei che, per quattro giorni consecutivi, si è vista volare 156 aerei da combattimento a poco più di 12 miglia nautiche (circa 23 km) dalla costa. Come anche il gergo militare indica con l’espressione flexing its military muscle, la potenza cinese “sta mostrando i muscoli” su Taiwan, confermando ancora una volta la posizione di Pechino. Ad oggi, a differenza di come si potrebbe immaginare, la situazione dell’invasione dello spazio aereo da parte cinese è vissuta dai taiwanesi con una certa tranquillità. Questo è sicuramente dovuto ai media locali che, al fine di contenere il panico tra la popolazione, non amplificano la risonanza della notizia. 

Qual è la ragione dietro queste incursioni aeree?

Oggi democrazia a tutti gli effetti, l’isola di Taiwan presenta un governo autonomo rispetto a quello della Cina, che tuttavia non la riconosce ancora come tale. L’incursione degli aerei militari cinesi è da interpretare come un messaggio implicito di tripla valenza.

In primo luogo, a livello interno la Cina sta lanciando chiaramente un messaggio rivolto al suo popolo, una prova quasi a dire “prima o poi riusciremo nell’intento di conquista”. In secondo luogo, la costante pressione cinese nell’Adiz rappresenta un messaggio rivolto al popolo di Taiwan, mirato a farlo sentire insicuro e non protetto dal proprio governo autonomo. Infine, la presenza militare rappresenta un messaggio rivolto al mondo: inviare quasi quotidianamente aerei su Taiwan equivale ad attirare l’attenzione della comunità internazionale e ribadire l’intenzione di sovranità territoriale.

La centralità del dossier di Taiwan è oggi di rilevante importanza, specie per ciò che concerne il mantenimento degli equilibri politici. Regione di interesse globale per il suo ruolo economico, Taiwan si colloca sulla scena mondiale come il principale leader della produzione di semiconduttori. Sin da quando si è iniziato a parlare di carenza di microchip e di ritardo nelle consegne, problematiche amplificate dalla crisi post pandemica di Covid-19, Taiwan è sempre di più sotto i riflettori del dibattito pubblico. Come una bilancia della diplomazia, il suo ruolo è ad oggi conteso ed essenziale per il mantenimento dell’approvvigionamento globale di tali materie. 

Il conflitto è radicato nella storia

La Cina, che considera l’isola come parte del suo territorio nonostante si proclami indipendente sin dalla fine della guerra civile cinese, si impegna a portare Taiwan sotto il suo controllo con ogni mezzo necessario, inclusa l’acquisizione militare. Nel 1949, il Partito nazionalista cinese (Kmt), cioè la parte sconfitta della guerra civile contro il Partito comunista cinese (Pcc) di Mao Zedong, si rifugiò proprio sull’isola di Taiwan dove esercitò il potere con una legge a partito unico fino agli anni Ottanta.

Lorenzo Lamperti, direttore editoriale di “China Files” e contributore dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, ha dichiarato alla startup dell’informazione “Will Media” che la questione taiwanese rappresenta l’ultima ferita aperta di una Cina che, dopo il cosiddetto secolo dell’umiliazione, persegue il ringiovanimento nazionale – espressione che definisce l’intento cinese di promuovere un maggiore sviluppo ed innovazione. Dopo la regolarizzazione dei territori di Hong Kong e Macao, l’ultimo tassello a mancare è proprio l’unificazione di Taiwan, obiettivo dell’agenda politica di Xi Jinping entro il 2049.

Le forze indipendentiste di Taiwan sono “il più grande ostacolo alla riunificazione nazionale, una seria minaccia al ringiovanimento nazionale”, ha dichiarato Xi alla vigilia del 10 ottobre, giornata nota ai taiwanesi come Festa nazionale, o del Doppio Dieci (Double Ten Day). “Chiunque voglia tradire e separare la Cina sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine – ha aggiunto il presidente cinese – la riunificazione completa ci sarà e potrà essere realizzata”. La Repubblica di Cina (Roc), nome ufficiale adottato per Taiwan anche in occasione degli appuntamenti internazionali, quest’anno ha celebrato il 110mo anniversario dalla sua fondazione (1912). 

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