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Cosa significa fare volontariato al canile

Martina Cristallino è una giovane volontaria presso il canile di Muratella, situato nell’omonimo quartiere romano. Ha raccontato alla redazione de L’inchiostro in cosa consiste la sua attività.

La redazione de L’inchiostro ha intervistato Martina Cristallino, una volontaria nel canile romano di Muratella, nei pressi di Roma Sud. Ci ha spiegato in cosa consiste il suo ruolo e di cosa, più in generale, si occupano i volontari come lei. Ha poi suggerito delle regole fondamentali da seguire per approcciarsi ad un cane senza padrone.

Martina, se si avvista un cane per strada, cosa bisogna fare?
La procedura ufficiale è chiamare immediatamente la polizia municipale (ovvero del municipio/comune in cui si è trovato il cane), la quale provvederà ad informare la “Pet in time”, il servizio che si occupa dell’accalappiamento dei cani.
Nel caso romano, questi verranno poi portati al canile di Muratella, che è quello dove confluiscono tutti i cani randagi della città di Roma. In seguito, si controllerà se sono muniti di microchip; in caso contrario, entreranno nel settore sanitario, ossia l’apposito reparto del canile predisposto all’assistenza e alla cura degli animali.

I cani che ti capita di assistere hanno tutti seguito questa procedura?
Spesso no. Molti di loro vengono direttamente portati da chi li ha avvistati da un veterinario o direttamente al canile. A volte, addirittura, vengono lasciati nelle ore «più tranquille» della giornata attaccati con il guinzaglio al cancello della struttura.
Riguardo ai primi due metodi, questi sono quelli che si rivelano anche i più veloci, ma bisogna fare molta attenzione: innanzitutto perché l’animale può essere impaurito, ferito o aggressivo. È molto importante, se lo si vuole far avvicinare, cercare di attirarlo con del cibo o con dell’acqua; mai restare in piedi però, perché il cane potrebbe essere intimorito dall’altezza: è pertanto consigliato porsi al suo stesso livello, abbassandosi e cercando di non fare movimenti bruschi.
Se lo si vuole condurre in macchina, è sconsigliatissimo cercare di prenderlo in braccio: è opportuno provare a guidarlo con del cibo all’interno del veicolo.
Ad ogni modo, la procedura preferibile è quella ufficiale.

Questo discorso è valido anche per i gatti?
Certo, all’interno del nostro canile abbiamo uno spazio dedicato a posta per loro.

A grandi linee, com’è strutturato un canile?
Nel mio specifico caso il canile di Muratella è diviso in due settori: il sanitario e il rifugio.
Nel settore sanitario si trovano i cani appena entrati e/o accalappiati, che sono pertanto sotto osservazione sanitaria.
Dopo un determinato lasso di tempo, i cani passano dal sanitario al rifugio, dove si svolgono le attività con i cani già osservati, di cui si conoscono i comportamenti.
I volontari operano in entrambi i settori, dove svolgono le medesime attività.

Andando più sul personale, cosa ti ha spinto ad aderire come volontaria ad uno dei canili della tua città?
Ho sempre avuto un forte amore per gli animali, in particolare modo per i cani, ma che si limitava ad un “che carino” quando ne vedevo uno passare per strada. Non mi ero mai attivata concretamente per apportare un aiuto pratico, fino a quando, un giorno, una mia vecchia conoscente delle scuole medie postò su Facebook un video dove coccolava un cane del canile di Muratella. Subito ho capito che si trattava di una volontaria e, con molta sfacciataggine, le ho scritto! Dopo un paio di chiamate e qualche pratica burocratica, io e il mio ragazzo siamo entrati nel mondo del canile di Muratella come volontari.

Nello specifico, come funziona e di cosa vi occupate?
All’inizio si concorda la propria disponibilità: noi abbiamo scelto il sabato pomeriggio così da poter conciliare al meglio gli impegni universitari. Naturalmente ci si divide ed organizza in turni con gli altri operatori così da poter coprire tutti i giorni della settimana.
Per i primi 3 mesi siamo stati affiancati da un capogruppo volontario con pluriennale esperienza all’interno del canile. Trascorsi i tre mesi, siamo diventati volontari senza affiancamento.
Noi, nello specifico, ci occupiamo di portare a passeggio i cani che la nostra capogruppo conosce bene e che pensa siano più adatti a dei principianti.
Le uscite dei cani sono regolarizzate e registrate in apposite liste, per evitare che lo stesso cane esca più volte a discapito di altri. Alcuni cani, cosiddetti “giornalieri,” sono quelli che hanno bisogno di uscire anche due volte al giorno: questo perché hanno la caratteristica di trattenere i bisogni o essere fortemente soggetti a stress.

Ci sono anche altri modi per dare il proprio contributo in un canile?
Certo. Le mansioni di cui ci si può occupare sono diverse: si può svolgere l’attività di volontariato anche tramite la sponsorizzazione dei cani sulle varie pagine social, oppure contribuire nelle varie raccolte cibo organizzate dall’associazione. Ognuno, quindi, sceglie il proprio compito. Anche svolgendo un’attività “non interna” alla struttura si può fare tanto.

Con la situazione Covid-19, ci sono stati sostanziali cambiamenti?
Assolutamente sì. La necessità maggiore in questo periodo è portare i cani a passeggio, dato che sono diminuiti i volontari che possono entrare nel canile nella stessa fascia oraria.
In media, prima di questa situazione, ogni cane riusciva a fare tre passeggiate a settimana; al momento facciamo fatica ad organizzarci per farne una ogni due settimane. Inoltre, da quando il Lazio è entrato in zona rossa, il comune di Roma non ha più consentito ai volontari di svolgere la propria attività all’interno della struttura.

Oltre al volontariato si può aiutare in altro modo?
C’è ovviamente la possibilità di fare una donazione, sia per la struttura nel suo complesso, sia per uno specifico cane; spesso il canile di Muratella realizza anche dei calendari con le foto degli animali da vendere per finanziarsi.
Vengono poi richiesti i giornali usati per isolare dal freddo e assorbire liquidi nelle cucciolate; coperte, lenzuola, vestiti vecchi (ad eccezione di abbigliamento intimo) e in generale indumenti caldi. In questi casi per andare sul sicuro è consigliato chiamare prima la struttura.

Ultima domanda (la più bella): come adottare un cane/gatto al canile?
In questo momento, causa covid, dopo aver compilato un modulo dove si indicano le esigenze e preferenze, bisogna scrivere all’indirizzo email della struttura per ricevere una prenotazione. In base a queste richieste, gli operatori faranno conoscere alcuni cani ai futuri padroni. Scelto l’animale più adatto, si avviano quindi una serie di incontri per permettere al cane e al padrone di entrare in confidenza, sempre sotto la supervisione degli operatori. Nel caso in cui la famiglia abbia già un altro cane, si verifica anche la compatibilità tra i due.
Identico discorso nel caso dei gatti.


Riferimenti:
Segui IoLibero, la pagina Instagram e Facebook del canile di Muratella! Un cane è un amico per sempre.
Per maggiori informazioni vai su iolibero.org.

Articolo non sponsorizzato

2 Commenti

2 commenti

  1. martina

    7 Aprile 2021 at 16:20

    <3 Grazie di cuore!

    • Redazione

      7 Aprile 2021 at 16:32

      Grazie a te per la splendida intervista!

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