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“Cori da sdraio” di Dutch Nazari: il traguardo di un lungo cammino

Il 29 aprile 2022 Dutch Nazari ritorna, dopo un periodo di silenzio, con il suo quarto album “Cori da sdraio”

Dopo più di tre anni di silenzio, interrotto solamente da qualche apparizione live e da tre singoli, Dutch Nazari ritorna con Cori da sdraio, il frutto di un cammino sia interiore che esteriore compiuto dall’artista.

Il primo lockdown è stato un periodo difficile per tutti, e Dutch Nazari, pseudonimo di Edoardo “Duccio” Nazari, non ha nascosto l’ansia causata dal vuoto che tale evento gli ha lasciato, riuscendo però a trovare una valvola di sfogo: il camminare.
Iniziando a percorrere qualche chilometro e arrivando a completare il cammino di Santiago, l’artista è riuscito a ritrovare sé stesso e a maturare esperienze chè hanno avuto come prodotto finale proprio Cori da sdraio.
L’importanza del cammino è stata celebrata da Dutch nei giorni antecedenti l’uscita dell’album. L’artista ha infatti deciso di partire il 21 aprile da Brescia per arrivare il 28 aprile a Padova e celebrare l’uscita del disco (avvenuta a mezzanotte del 29 aprile) con un concerto.

L’album e le collaborazioni

Partiamo dal titolo dell’album, Cori da sdraio, un gioco di parole il cui significato viene spiegato dallo stesso autore:

“Il titolo è un gioco di parole che vuole alludere ad un contenuto ponderato, tranquillo e malinconico, in contrapposizione alla forma sloganistica, sicura per definizione, assente al contraddittorio e un po’ violenta dei cori da stadio e di certa musica di analogia”

-Dutch Nazari

Già attraverso il titolo e la sua spiegazione ci viene anticipata l’esperienza che l’ascoltatore si trova ad effettuare: un viaggio intimo, riflessivo, in bilico tra allegria e malinconia che ci viene narrato da Dutch attraverso metafore, assonanze, allitterazioni e altri creativi espedienti retorici.

Passando alla struttura del disco, esso è composto da dieci tracce, a cui si aggiunge lo skit comico di Valerio Lundini, e contiene tre featuring annunciati attraverso live su Instagram durante il cammino Brescia-Padova: Frah Quintale, See Maw e Nayt.
Proprio quest’ultima collaborazione è stata la più inaspettata visti gli stili così differenti dei due artisti. Nonostante ciò, il brano partorito, IKEA, è risultata una delle tracce più iconiche del disco: il sound malinconico e le melodie vocali mai banali catturano da subito l’ascoltatore.

“Passo il cartellone dell’IKEA
E faccio un sorso da una Menabrea
Mi sa che tu
Non cambi più idea
Non serve fare pace se poi non è vero
A questo punto, un pugno, ma sincero
È meglio di ‘sto giugno in cui congelo”

Dutch Nazari- IKEA

Riguardo le altre collaborazioni, il brano con Frah Quintale, Più in alto, risulta essere tra quelli con i sapori più pop, ma non per questo scontato o banale.
In questo caso le melodie sono più allegre, il ritornello è particolarmente catchy e il tema centrale, ovvero accettare il cambiamento per cercare di trovare la forza per rialzarsi, viene facilmente interiorizzato dall’ascoltatore.

“(Magari invece si può)
Tagliare il traguardo in leggero ritardo, non essere il primo
Cadere a terra e aver voglia di correre ancora (Ancora)
Non sentirsi completi, ma sentirsi contenti, tutto bene finora
Sono caduto, ma ho voglia di correre ancora (Ancora)”

Dutch Nazari- Più in alto

Ultimo featuring e ultimo brano dell’album è Alla fine, con See Maw che ne canta i ritornelli. Questo pezzo può essere considerato la giusta conclusione del disco poiché spicca per il suo carattere malinconico e romantico.
Il tema è quel tipico amore che per quanto ormai passato non riesce ad essere dimenticato e se ne ricordano i momenti belli, i sorrisi ma anche le liti che hanno portato alla rottura finale. Attraverso questo ultimo brano si può evidenziare uno dei poteri di Dutch Nazari, ovvero il saper trasmettere all’ascoltatore immagini intime e personali con un’efficacia tale da farle vivere quasi come se si stesse guardando un film.

“E te ne vai
Senza prendere su neanche le chiavi
Potevamo amarci di più, ma
Non siamo stati bravi”

Dutch Nazari- Alla fine

Conclusione e pareri

Il disco può essere visto come la sublimazione del lavoro fatto dall’artista fin ora: il solito Dutch ma in una forma migliore. Le produzioni (effettuate da Sicket) risultano decisamente più curate rispetto ai lavori precedenti e ciò aiuta a fornire l’album di una forma più facilmente fruibile per gli ascoltatori.
Dutch rimane invece lo stesso e ciò non è del tutto un difetto: la sua abilità nel giocare con le parole e con le immagini è già stata ampiamente espressa nei lavori passati e qui si riafferma, creando qualcosa di totalmente nuovo per il panorama musicale italiano. Solamente gli ascoltatori più affezionati all’artista e che lo conoscono da più tempo potrebbero trovare, già dal secondo ascolto, le tematiche e certe soluzioni di scrittura come qualcosa di già sentito.
Nonostante ciò il lavoro fatto risulta ottimo, e uno dei suoi maggiori punti di forza potrebbe essere proprio la sua maggiore fruibilità che potrebbe permettere di coinvolgere in maniera più diretta nuovi ascoltatori.


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