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Come sopravvive il turismo in dittatura?

La Corea del Nord è uno Stato totalitario improntato su principi e ideologie Staliniste. L’intera rete informativa è manovrata costantemente dal rigido controllo del dittatore Kim Jong-un: nessuna libertà personale. Come riesce a sopravvivere il turismo?

Turismo in Corea del Nord? Un’impresa ardua e tormentata per chi non risiede nello Stato della dinastia Kim. Prima di capire il motivo dell’eccessiva inflessibilità, è necessario comprendere radici, storia e tradizioni del paese in questione.

Le due Coree: separazione della penisola

1945, Seconda guerra mondiale. La Corea fu divisa in due aree: una russa, l’altra americana. Una commissione bilaterale avrebbe dovuto occuparsi della costituzione di un governo temporaneo per la riunificazione della penisola, ma ciò non accadde mai. Dicembre del ’48, le elezioni si tennero esclusivamente in Corea del Sud, mentre al Nord andava formandosi la Repubblica Democratica Popolare di Corea, costituita dal governo comunista di Kim Il-sung. Un tentativo di riunificazione della penisola si tramutò in una tragica guerra tra il Nord (alleati Russia e Cina) e il Sud (sostenuto da USA e ONU). Giugno del 1950, i sudcoreani furono sconfitti e Seoul fu occupata. Successivamente, l’esercito statunitense mise alle strette i nordcoreani verso il confine. Truman cercava una soluzione pacifica. Primavera del ’54, da allora nulla è cambiato. Il confine tra le due Coree rimase al 38° parallelo: la guerra di Corea terminò con 3 milioni di morti, ma senza vincitori né vinti. Il regime di Pyongyang è rimasto nelle mani della dinastia Kim; alla sua morte, il successore ha nuovamente elaborato un programma nucleare di protezione per il paese. Dal 2011 è presente al potere il supremo leader Kim Jong-Un. Il paese è ancora in guerra con la Corea del Sud, mostrandosi uno dei più militarizzati al mondo, con un esercito di oltre un milione di soldati.

Secondo la sua Costituzione, “La Corea del Nord è una Repubblica guidata nelle sue attività dalle ideologie della Juche” , nonché una dottrina ispirata al socialismo, marxismo, patriottismo. È uno Stato indubbiamente e fortemente influenzato dal regime politico cinese di Mao Zedong. Il Partito del Lavoro di Corea PLC è la principale fonte di autorità e ispirazione del paese, dominando ogni aspetto della vita coreana. Il Capo di Stato presiede le più alte cariche istituzionali: Kim Jong-un è il presidente del PLC, della commissione per gli affari di stato ed è il comandante supremo dell’armata coreana. Vi sono state, inoltre, delle modifiche costituzionali che hanno affidato al precedente capo di stato Kim Il-sung la carica speciale di presidente eterno, esercitando ancora una leadership perpetua.

La Corea del Nord è un paese costellato da incoerenti contraddizioni. Oscilla tra dittatura, mercati neri e un potente desiderio di consumismo.

  • I media sono tra i più controllati al mondo, difatti l’organizzazione Reporters sans frontières nel 2017 li ha classificati all’ultimo posto per libertà di stampa.
  • Amnesty International e Human Rights Watch, rimproverano la Corea del Nord per la mancata tutela dei diritti umani: sul territorio dello stato sono presenti numerose prigioni e persino campi di concentramento, ove vengono rinchiusi gli oppositori al regime e chi tenta di lasciare il Paese e raggiungere la Corea del Sud o il confine con la Cina.
  • Nel 2002 il presidente degli Stati Uniti George Bush incluse la Corea del Nord tra gli Stati facenti parte del cosiddetto “Asse del Male” : «La Corea del Nord è un regime che si sta dotando di missili e armi di distruzione di massa, mentre fa morire di fame i suoi cittadini». il paese è famoso per la produzione di armi chimiche e biologiche, tanto da essersi rifiutato di firmare una Convenzione che ne vieti l’utilizzo.

Curiosità e stile di vita

  • La Corea del Nord ha la propria rete Internet, Kwangmyong, è ristretta ed isolata, non connessa a quella mondiale.
  • Possono essere indossate solo 28 tipologie di acconciature e tagli di capelli approvati dal dittatore Kim Jong-un. Si dividono così: Gli uomini hanno una scelta di 10 varianti, le donne 18. Il taglio del leader supremo non è incluso nella lista. Le donne sposate devono portare i capelli corti, mentre le nubili possono averli più lunghi.
  • Il mercato immobiliare in Corea del Nord è privo di libertà. È il governo ad affidare gli appartamenti ai propri cittadini.
  • in Corea del Nord, è gravemente punito indossare jeans, poiché il loro tessuto richiama lo stile degli Stati Uniti.
  • Kim Jong-un vieta i trench di pelle poichè rientrano tra l’abbigliamento tipico e distintivo del dittatore: “indossare abiti progettati per assomigliare al leader supremo è una tendenza impura per sfidare l’autorità della più alta dignità”.
  • Il servizio militare è obbligatorio: dieci anni per gli uomini e sette per le donne.

Pochi giorni fa, un ragazzo nordcoreano di ritorno dalla Cina ha segretamente nascosto un documento contenente la celebre serie tv Netflix “Squid Game” in una chiavetta USB. Le conseguenze? Condannato a morte e giustiziato con fucilazione. Gli amici della vittima, interessati al fatto, sono stati costretti ai lavori forzati per acquisto illecito e alcuni di loro condannati all’ergastolo .

Come procede il Turismo in dittatura?

Non è possibile viaggiare da soli in Corea del Nord, a meno che il “turista” non sia uno stesso nordcoreano. Non è infatti realizzabile il sogno di visitare il Paese in maniera autonoma e indipendente: si viaggia solo se accompagnati h24 da guide scelte specificatamente dal Ministero del Turismo della Repubblica Popolare Democratica di Corea, che assistono (è affidata loro una camera nello stesso Hotel di residenza dello straniero), istruiscono e controllano con precisione i turisti.

Dall’Italia è strettamente necessario un visto turistico ed un’autorizzazione speciale da richiedere al consolato nordcoreano a Roma; inoltre, il paese non può essere raggiunto dalla Corea del Sud, ma solamente per vie dirette e sicure, come l’aereo o il treno di 25 ore in partenza dalla Cina. Il costo di un viaggio in Corea del Nord è di circa 650 euro per 3 giorni, fino ad un massimo di 4100 euro per 14 giorni.

Osserviamo – grazie alle testimonianze del Progetto Happiness di Giuseppe Bertuccio – alcune rigide regole imposte ai turisti:

  1. È impossibile entrare in Corea del Nord senza l’assistenza di una agenzia di intermediazione tra il turista e il governo del Paese.
  2. Sono possibili due soluzioni: un tour di gruppo e un tour privato, ma si è costantemente seguiti da almeno due guide.
  3. Ristoranti, percorsi, visite e musei sono pre-organizzati dal governo nordcoreano.
  4. È vietato criticare il regime.
  5. È vietato riprendere o fotografare soldati o palazzi in costruzione.
  6. È vietato riprendere o fotografare dal finestrino del treno e/o macchina.
  7. È vietato fotografare solo parti di monumenti o dipinti raffiguranti i Leader del paese.
  8. È vietato piegare il giornale nella parte in cui è ritratto il volto del Leader.
  9. È vietato parlare di religione o introdurre nel paese testi sacri (il loro Dio è il Leader del paese).
  10. È vietato chiamare il loro paese “Corea del Nord”: vi è la loro, sola ed unica Corea.

La disobbedienza e l’inosservanza di tali regole comporta direttamente e immediatamente la deportazione dal Paese o l’arresto del turista.

Dal 1 Febbraio 2020, per far fronte alla pandemia da COVID-19, sono stati sospesi tutti i collegamenti aerei tra la Corea del Nord e il resto del mondo e chiusi i confini del Paese, sebbene le autorità nordcoreane non abbiano dichiarato la presenza di casi di positività all’interno del paese (è comunque altamente improbabile).
Al momento resta preclusa la possibilità di recarsi nel Paese.

La Corea del Nord è una sorta di “prigione a cielo aperto” da cui è difficile sia uscire che entrare – soprattutto per i cittadini – è un vero e proprio mondo surreale isolato dal resto dell’umanità.

2 Commenti

2 commenti

  1. Nicola Civetta

    2 Dicembre 2021 at 23:26

    La guerra di Corea è stata una delle più tremende della storia eppure in pochissimi penso che la conoscano così come tutto quello che c’è stato dietro la “nascita” delle due Coree. Però poi arriva il nostro grande ministro della transizione ecologica a dirci che è inutile studiare quattro volte (che poi, in realtà, sono una volta alle medie e una al liceo) le guerre puniche e mi viene la depressione. Poi non so se è davvero così, ma avevo sentito che fosse anche vietato guidare la macchina per la maggior parte dei cittadini nordcoreani.

    • Claudia Tobia

      7 Dicembre 2021 at 16:18

      Esattamente. Purtroppo la storia della Corea non è molto conosciuta, ancora meno le condizioni di questa prigione a cielo aperto; Studiare la storia è necessario, fondamentale direi… ma il sistema scolastico italiano si concentra su ben altro, a quanto pare (esperienze personali). Per quanto riguarda il divieto alla guida, su questo non ne sono sicura, dovrei informarmi specificamente, all’interno dell’articolo ho inserito informazioni di cui fossi certa al 100%.

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