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Chiediti se sei bipolare: un disturbo spesso non diagnosticato

Esistono molte forme di bipolarismo e le persone colpite da questo disturbo sono solo in Italia il 5,5% della popolazione generale (fonte medici Italia). Stando a queste cifre nel nostro Paese vivrebbero all’incirca oltre 3 milioni di persone affette da disturbi dello spettro bipolare e quasi la metà si stima non siano a conoscenza di esserne affette. Può essere considerata una condanna? Assolutamente no, ce lo dimostra anche la storia. Un breve excursus di questa malattia di cui in molti ne soffrono senza saperlo. I “Bipolari” famosi nella storia.

Il disturbo bipolare si caratterizza per la presenza di profondi e prolungati periodi di depressione alternati da periodi di umore eccessivamente elevato o irritabile (tecnicamente chiamato “mania”). Tendenzialmente le fasi depressive hanno una durata maggiore, al contrario delle fasi maniacali o ipomaniacali, che possono durare di meno.

Si prevedono diverse forme del disturbo tra cui: disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico, disturbo bipolare indotto da farmaci, e altre categorie residuali per quei disturbi che non rispondono ai criteri delle diagnosi principali.

Quali sono le varie differenze?

  • Disturbo bipolare I: le fasi depressive si alternano alla mania, caratterizzata da momenti di iperattività, aumentata autostima, ridotto bisogno di dormire, difficoltà a concentrarsi, umore espanso e in alcuni casi, sintomi psicotici.
  • Disturbo bipolare II: le fasi depressive si alternano ad episodi di tipo ipomaniacale, caratterizzato da umore espanso o irritabile insieme ad alta distraibilità, eccesso di attività, pensiero accelerato o fuga delle idee.
  • Disturbo ciclotimico: caratterizzato da periodi ipomaniacali e “mini-depressivi” che durano solo pochi giorni, seguiti da un decorso fluttuante e meno grave rispetto ai casi precedenti.
  • Disturbo bipolare indotto da farmaci: l’abuso di sostanze come gli oppioidi, i sedativi, gli ipnotici e gli ansiolitici che possono introdurre l’insorgere di un quadro depressivo.

Arrivati a questo punto della lettura, si consta che il disturbo bipolare è più complesso di quel che in realtà si pensi. Presenta molte forme, casi in cui si manifesta in modo più grave e altri più leggero. Ma nessuno di questi è da sottovalutare. Prima di tutto, bisogna partire dalla consapevolezza che Il bipolarismo è considerato una vera e propria malattia in tutte le sue forme (insieme agli altri disturbi psichiatrici) e da tale, deve essere trattata con cautela e curata.

I sintomi precedentemente descritti rendono chiaro un quadro clinico che sembrerebbe devastante per le persone che ne soffrono ed effettivamente è così. Sarebbe sicuramente frustante dover vivere in uno stato di continua confusione mentale, alternando periodi di tristezza improvvisa ad iperattività ed esaltazione

Ma niente paura! Mediante giuste cure e l’attenzione di un medico di fiducia si può vivere una vita normale. Anzi, spesso le persone colpite da problemi psichiatrici sono tra le più geniali e profonde perché hanno una percezione diversa del mondo che li circonda, riescono ad osservare la realtà con occhi diversi, cogliendo particolari e sfumature che ai “normali” spesso sfuggono. Molti dimostrano infatti una marcia in più, essendo dotati spesso di spiccata originalità (…il classico “genio e sregolatezza”).

Lo dimostra anche la storia:

  • LUDWIG VAN BEETHOVEN: uno dei pianisti più famosi del mondo soffriva di bipolarismo. Gli attacchi di mania di Beethoven erano ben noti nella sua cerchia di amici, e quando era in fase maniacale poteva comporre numerose opere contemporaneamente. Ma fu durante i suoi periodi di depressione che molte delle sue opere più celebri furono scritte.
  • WINSTON CHURCHILL: l’eroe britannico della “II Guerra Mondiale” che con la sua personalità ha dato coraggio all’intera popolazione del Regno Unito portandola alla vittoria sul nazifascismo. Churchill durante i periodi di alta mania rimaneva sveglio tutta la notte a scrivere, alla fine pubblicò 43 libri.
  • ISSAC NEWTON: soffriva di bipolarismo insieme ad altre malattie più gravi che lo inserirebbero addirittura nello spettro autistico. Queste non gli impedirono di spiegare la gravità e altre fondamentali scoperte scientifiche. Uno dei più grandi geni di tutti i tempi!
  • VIRGINIA WOOLF: il tipo di depressione di Virginia era un disturbo bipolare avanzato, ma ciò non le ha impedito di essere una delle più grandi scrittici del secolo scorso.
  • VINCENT VAN GOGH: l’artista fluttuò tra estrema mania e depressione, ma era proprio in questi periodi che dipinse le sue migliori opere come “la notte stellata”.

Sono tantissime le persone famose che hanno sofferto o che continuano a soffrire di bipolarismo tra cui attori come Jim Carrey, Ben Stiller, Robin Williams e molti altri ancora. Tutte persone che prima di avere il successo meritato erano anche loro dei “geni incompresi” e non è raro che la genialità comporti l’insorgere di disturbi psichiatrici.

Ovviamente, sarebbe molto più facile e preferibile vivere serenamente e le persone che soffrono di bipolarismo o di semplice depressione hanno e avranno più difficoltà nel farlo. Ma non si devono demoralizzare perché c’è sempre un lato positivo anche quando il buio annebbia la loro mente, quando sembrerebbe non esserci più una speranza, quando si sentiranno sconfitti dal peso della malattia.

Secondo gli esperti, ci sarà sempre una soluzione che non riguarda soltanto la cura farmacologica o la consulenza psichiatrica, ma partire dalla consapevolezza di sé stessi, dall’accettazione del proprio stato e soprattutto dalla forza di volontà che si riversa nella guarigione, accompagnata dal supporto e dall’amore delle persone vicine.

Riguarda un processo lento e faticoso, ma come dice una celebre frase di William ShakespeareQuanto poveri sono coloro che non hanno pazienza! Quale ferita è mai guarita se non per gradi?”. Ovviamente bisogna desiderarlo con forza per rendere minimo quell’arco di tempo necessario per sostenere una vita serena e un’altra frase di Oscar Wilde racchiude al meglio il concetto espresso e ne anticipa un altro: “Tutti i desideri che cerchiamo di soffocare covano nel nostro animo e lo avvelenano. L’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi”.

Ciò che si è anticipato, secondo gli studi psichiatrici, è semplicemente il desiderio delle persone affette da disturbo bipolare di voler guarire, ma spesso viene oppresso dai momenti di depressione in cui si sentono persi e vogliono soltanto lasciarsi andare. “L’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi” ed è proprio ciò che bisogna fare: desiderare con forza la guarigione e sprofondare in questa idea, quindi cercare di sforzarsi al massimo delle proprie capacità. Nulla è più potente della forza di volontà celata nell’animo dell’essere umano e soprattutto:

Meglio essere protagonisti della propria tragedia che spettatori della propria vita

Oscar Wilde
2 Commenti

2 commenti

  1. mauro

    2 Novembre 2021 at 17:26

    Se riuscissimo a specchiarci negli accadimenti che ci coinvolgono come protagonisti o comparse o spettatori verosimilmente riurisceremmo a capire attraverso l’innesco emozionale l’origine del bipolarismo……

    • Gaia Garzoni

      2 Novembre 2021 at 17:58

      Ciao Mauro, purtroppo non è così semplice. Si è constatato che il disturbo bipolare sia una malattia a tutti gli effetti e da tale può insorgere senza un apparente motivo (anche se le statistiche confermano che possa riguardare una fetta di popolazione dotata di spiccata profondità o genialità). Parlo attraverso le varie testimonianze e studi psichiatrici da me stessa approfonditi; detto ciò, è difficile comprendere quale sia l’origine del bipolarismo poiché anche le persone che ne soffrono non saprebbero darci una risposta. Possiamo solo avere fiducia nell’interpretazione medica. Sempre aperta al confronto!

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