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Bitcoin e mondo crypto: l’opinione pubblica ad inizio 2022

Facciamo il punto sulla situazione Bitcoin ad inizio 2022. Cosa si respira nell’aria? Qual è l’opinione pubblica a riguardo? Crescerà ancora? È arrivato al suo declino?

moneta bitcoin

Come da “manuale” e da consuetudine quanto si dirà in questo articolo non vuole essere assolutamente un consiglio finanziario e non vuole essere un articolo che osserva il mondo delle cryptovalute sotto il punto di vista economico. Lo scopo (come descritto dalla categoria d’afferenza) vuole fare il punto su quelle che sono le vibrazioni del nuovo anno sul tema crypto e, nello specifico, alla sua rappresentante di fatto, Bitcoin.

Questa nuova tecnologia, la blockchain, che sembra essere la nuova Internet, sta sempre più spopolando. La comunità scientifica è in fermento e le applicazioni cominciano ad essere molteplici; infatti, le chiacchierate valute virtuali ne rappresentano solo una delle più famose e conosciute. Le opinioni a riguardo sono tra le più disparate ma il parere degli esperti è chiaro: rivoluzione o meno questo è il presente e sarà anche il futuro, che ci piaccia o no.

In questa ascesa del 2022 continuano i litigi tra le piccole realtà bancarie e i consumatori sul tema crypto. Sembrerebbe che molte realtà bloccherebbero i flussi di denaro verso gli exchange; così da non permettere ai propri clienti di “giocare” con le monete virtuali. Questo fa arrabbiare non poco. Le persone dovrebbero essere libere di muovere il proprio denaro come desiderano, nei limiti e nel rispetto della legge (ovviamente). Seppur queste operazioni possono essere potenzialmente distruttive e pericolose non devono essere le banche a bloccare i loro clienti.

Elon Musk

La realtà di fatto è che, invece, grandi colossi bancari (e meno grossi) hanno già convertito parte del proprio denaro in crypto per cavalcare l’onda; ed è anche vero, secondo i rumor di molti insider, che le società finanziare giochino coi mercati per fare profitti e speculando “alle spalle dei consumatori”. Numerosi sono i thread Reddit in cui anche investitori con capitali meno ingenti giochino a “fare Dio” coi mercati facendo fluttuare i valori come palline da ping-pong. Non aiutano a ciò i tweet dei grandi influencer del mondo, come Elon Musk: per divertimento o per lucro non perdono occasione di gonfiare i mercati un giorno sì e l’altro…pure.

Se da un lato ci sono le banche a fare muro a questo settore dall’altro ci sono i Paesi stessi. Infatti, molti hanno optato per legiferare contro Bitcoin ed i suoi cugini. Gli stati che si oppongono all’ascesa sono molteplici: se ne contano più di dieci. Per citarne alcuni tra i più famosi…

L’Algeria attualmente vieta l’uso della criptovaluta a seguito dell’approvazione di una legge finanziaria del 2018 che ha reso illegale l’acquisto, la vendita, l’uso o la detenzione di valute virtuali.

La banca boliviana ha di netto tagliato fuori (dal 2014) ogni moneta non regolamentata dal governo.

La Cina ha praticamente oppresso la crescita delle valute per tutto il 2021 e avvisato i suoi cittadini del danno che procurano questi asset. Hanno inoltre limitato l’attività di mining, fondamentale per mantenere viva la struttura; attività molto presente nel paese: la maggior parte dei miner, infatti, sembra stanziarsi in quei territori. Queste linee politiche si pensa siano state attuate per far decollare la propria valuta. La Banca popolare cinese sembra essere infatti tra le prime a volerne lanciare una. Questo scorso settembre si sono poi sbilanciati, negando definitivamente la possibilità di fare transazioni di cryptovalute nel paese.

In Egitto sono state addirittura vietate per religione. Sono state definite infatti “haram”, proibite secondo il credo islamico.

Altri paesi come Iran e India hanno bannato (temporaneamente?) l’attività di mining, sembrava stesse arrecando non pochi problemi elettrici.

In Russia prima queste sono state soggette a tassazione e poi fortemente perseguitate. Recente è il disegno di legge proposto per consentire alle autorità di confiscare monete virtuali nei casi in cui l’uso possa essere addotto a corruzione.

Ci sono però dei paesi che difendono Bitocoin e ne incentivano l’uso. El Salvador ha approvato Bitcoin come moneta digitale con corso legale. Pensa a come alimentare le Bitcoin city, destinate all’attività di mining. Nel mondo dello sport è accettato come metodo di compravendita. Thompson e Iguodala, giocatori NBA, hanno annunciato che il prossimo stipendio lo riceveranno in BTC.

Queste mosse fanno ben sperare i promotori e gli infatuati. A cercare di proteggere e normalizzare questo emisfero digitale è entrato in gioco anche Jack Dorsey, il fondatore di Twitter. Si è proclamato fautore del lancio del Bitcoin Legal Defense Fund, movimento non profit che ha lo scopo di essere di supporto agli sviluppatori Bitcoin.

Jack Dorsey

Secondo Dorsey, gli sviluppatori sarebbero sottoposti a costanti pressioni legali, soprattutto nel mondo open source. Abbondonarli a sé stessi, rammenta, rallenta la potenzialità della community ed il suo relativo sviluppo in termini di innovazione. Il fondo mira a raccogliere soldi, volontari e professionisti di ogni genere. Sicuramente nei prossimi giorni i fondatori daranno maggiori informazioni a riguardo. Perciò, per gli amanti del settore, restate connessi!

Tra i difensori di BTC c’è anche chi lo proclama l’asset per difendere i propri risparmi dall’inflazione. Va ricordato che è comunque un investimento ad alto rischio e che non c’è niente e nessuno che ci tuteli dalle nostre scelte. Gli stessi esperti vanno molto cauti con le crypto proprio per la loro natura fluttuante e instabile. Vero che ha avuto una crescita pazzesca ma comunque dettata da instabilità. Confrontata con uno dei più “sicuri” indici di mercato, S&P500, nella stessa finestra temporale, hanno avuto il 1000% e il 100% rispettivamente come fattore di crescita. Questo non esime Bitcoin dall’essere altamente instabile e dal variare con straordinaria volatilità il proprio valore. Quindi assolutamente no… sulla carta non è un posto nel quale mettere i nostri soldi al sicuro. Sta tutto nel fidarsi del nostro cuore e, perché no, anche di chi è nel sistema da un po’.

Quindi è tardi per comparare BTC nel 2022? Le previsioni dicono di no. Non è ancora tardi, la moneta non ha raggiunto il massimo di erogazione e quindi c’è potenzialmente ancora spazio. Se tutto procederà come dovrebbe la domanda resterà di volume considerevole ma l’offerta diminuirà: il prezzo può salire ancora e i nostri capitali possono crescere, ancora.

Changpeng Zhao

Ad arricchirsi sono, senza dubbio, i grandi delle monete virtuali. Changpeng “CZ” Zhao, che gestisce l’exchange di criptovalute Binance, è entrato a far parte dei più grandi miliardari del mondo, con un patrimonio netto stimato di almeno 96 miliardi di dollari, secondo i nuovi calcoli del Bloomberg Billionaires Index pubblicati lunedì. C’è chi, come Zhao, tira le fila del mondo crypto e non perde occasione per ricavarne profitti a tutto andare. I servizi collegati a BTC sono delle macchine da soldi, ma applicazione solide?

Le applicazioni reali ad oggi di Bitcoin presentano un alone utopistico. La tecnologia è poco performante per lo scambio repentino di denaro. Autenticare la transazione è complesso e sicuramente non è smart sostituire il pagamento con carta di credito. Ci sono però servizi paralleli che permettono di usare carte collegati a portafogli virtuali, non avendo, però, mai preso veramente il volo e spopolato.

Resta comunque uno scenario interessante da seguire e perché no, per chi ne ha disponibilità, tentare la fortuna. Le applicazioni saranno molteplici e siamo soltanto all’inizio. Seppur il prossimo non sarà il decennio di Bitcoin e delle cryptomonete sarà quello di blockchain e delle sue diverse possibili adozioni. Suscita interesse, trai tanti, il mercato degli NFT, ma questa… è tutta un’altra storia.

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